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Acido acetilsalicilico

Acido acetilsalicilico: cos’è, proprietà, a cosa serve ed effetti collaterali

L’acido acetilsalicilico, più comunemente conosciuto come Aspirina, è uno dei farmaci più utilizzati al mondo per il trattamento di dolore, febbre e infiammazione. Questo composto appartiene alla famiglia dei farmaci salicilati e rientra tra i farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS).

La molecola dell’aspirina possiede proprietà antinfiammatorie, analgesiche e antipiretiche, che la rendono efficace contro numerosi disturbi comuni come mal di testa, dolori muscolari e stati febbrili. In farmacologia, l’acido dell’aspirina viene studiato anche per il suo effetto antiaggregante piastrinico, utile nella prevenzione di eventi cardiovascolari.

Il composto deriva dalle proprietà terapeutiche del salice, in particolare dalla corteccia, ricca di salicina, una sostanza che nell’organismo viene convertita in acido salicilico, il precursore dell’aspirina moderna.

Gli antichi benefici del salice

L’uso medicinale del salice ha origini molto antiche. Già lo storico greco Erodoto, nella sua opera Le Storie, raccontava di un popolo che consumava foglie di salice risultando più resistente alle malattie comuni.

Nel V secolo a.C., Ippocrate, considerato il padre della medicina, descrisse una polvere amara ottenuta dalla corteccia di salice, utilizzata per alleviare il dolore e ridurre la febbre. Rimedi simili venivano impiegati anche dalle antiche civiltà egizia e sumera.

Nel 1763 il reverendo inglese Edward Stone scrisse una lettera alla Royal Society per segnalare gli effetti benefici della corteccia di salice nella cura della febbre.

Dalla salicina all’acido acetilsalicilico

La sostanza attiva contenuta nella corteccia del salice bianco venne isolata in forma cristallina nel 1828 dal chimico Johann Andreas Buchner. Successivamente fu studiata dal farmacista francese Henri Leroux e dal chimico italiano Raffaele Piria.

Questi studi portarono alla trasformazione della salicina in acido salicilico e successivamente alla sintesi della molecola moderna dell’acido acetilsalicilico, il principale composto dell’aspirina.

L’acido salicilico, infatti, è piuttosto acido quando disciolto in acqua (una soluzione satura ha pH circa 2,4) e per questo venne identificato come tale. Da questa sostanza derivò poi l’aspirina, uno dei più noti farmaci con acido acetilsalicilico.

Acido acetilsalicilico: proprietà e a cosa serve

Le proprietà dell’aspirina rendono l’acido acetilsalicilico utile per il trattamento di numerosi disturbi. Grazie alla sua azione farmacologica, il farmaco viene utilizzato come:

  • analgesico (contro il dolore)
  • antipiretico (per ridurre la febbre)
  • antinfiammatorio
  • antiaggregante piastrinico

Indicazioni terapeutiche

L’acido acetilsalicilico farmaco assunto per via orale è indicato per il trattamento di:

  • mal di testa
  • mal di denti
  • nevralgie
  • dolori mestruali
  • dolori reumatici e muscolari
  • stati febbrili
  • sindromi influenzali e da raffreddamento
  • infiammazioni dell’apparato muscoloscheletrico
  • dolore post-traumatico
  • dolore post-operatorio
  • alcune affezioni neoplastiche associate a dolore

Uso cardiovascolare dell’aspirina

A basse dosi, l’acido acetilsalicilico viene impiegato anche per la prevenzione di patologie cardiovascolari grazie alla sua azione antiaggregante.

In particolare è indicato per:

  • trattamento della sindrome di Kawasaki nei bambini
  • prevenzione della formazione di coaguli nel sangue
  • prevenzione degli eventi aterotrombotici
  • prevenzione della riocclusione dei by-pass aorto-coronarici
  • prevenzione degli eventi cardiovascolari nei pazienti con aterosclerosi
  • prevenzione cardiovascolare nei pazienti ad alto rischio

Come si assume l’acido acetilsalicilico

L’aspirina acido acetilsalicilico può essere assunta in diverse forme farmaceutiche.

  • Somministrazione orale

L’acido acetilsalicilico è disponibile sotto forma di:

  • compresse
  • capsule molli
  • polvere per soluzione orale

La dose abitualmente utilizzata varia da 325 mg a 1000 mg, da assumere 2-3 volte al giorno, a seconda dell’indicazione terapeutica e del parere del medico.

Spesso ci si chiede quale sia la differenza tra aspirina 325 e 500 mg: la variazione riguarda principalmente il dosaggio del principio attivo e quindi l’intensità dell’effetto analgesico e antipiretico.

  • Somministrazione parenterale

In alcuni casi il farmaco può essere somministrato anche per via endovenosa o intramuscolare.

La dose generalmente utilizzata è 500-1000 mg ogni 6, 8 o 12 ore, in base alla gravità del dolore.

È sempre fondamentale seguire le indicazioni del medico o del farmacista per evitare effetti indesiderati o sovradosaggi.

Acido acetilsalicilico: effetti collaterali

Come tutti i farmaci salicilati, anche l’aspirina può provocare alcuni effetti indesiderati.

Tra i principali effetti collaterali dell’acido acetilsalicilico troviamo:

  • dolore gastrointestinale
  • disturbi gastrici
  • nausea e vomito
  • diarrea
  • esofagite
  • ulcerazione o sanguinamento gastrointestinale

Altri effetti collaterali possibili includono:

  • cefalea
  • insonnia
  • sensazione di sonnolenza
  • confusione e tremori
  • eruzioni cutanee
  • prurito
  • orticaria
  • eritema

In rari casi può verificarsi intolleranza all’aspirina, condizione che richiede l’interruzione del trattamento.

Interazioni farmacologiche dell’aspirina

Le interazioni dell’aspirina con altri farmaci devono essere valutate con attenzione.

L’acido acetilsalicilico non dovrebbe essere assunto insieme ad anticoagulanti orali, poiché aumenta il rischio di sanguinamento.

Interazioni farmacologiche possono verificarsi anche con:

  • altri FANS
  • antiaggreganti piastrinici
  • ibuprofene
  • ciclosporina e tacrolimus
  • probenecid e farmaci per la gotta
  • SSRI (inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina)
  • digossina
  • antidiabetici (come le sulfaniluree)
  • diuretici
  • corticosteroidi
  • farmaci antipertensivi
  • fenitoina
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